Il
Cavedano appartiene alla famiglia dei
Ciprinidi. Conoscuito scientificamente come
Squalius cephalus cabeda, invece il nome volgare varia da regione a regione.
Il cavedano ha le squame grandi e dal colore verde scuro della sua livrea dorsale, con rifressi argentei sui fianchi ed il ventre bianco. Ha capacità notatore molto sviluppate date dalla sua forma molto affusolata. Nei luoghi dove raggiunge le maggiori dimensioni può arrivare ad una lunghezza di circa 60 cm e al peso di circa kg 3,5.
Il
Cavedano è diffuso in tutta la penisola italiana dsoprattuto nei corsi d'acqua di fondo valle.
Il
Cavedano risulta particolarmente diffidente con le esche tradizionali come i bigattini (larve della mostra carnaria), lombrichi, pane ecc., trattandosi di una spece onnivora; tuttavia risulta poco prudente e quindi facile da catturare con esche composte da sostanze organiche come il fegato di coniglio o le interiora di pollo. Viene attratto anche dagli insetti che in estate cadono sulla superficie dell'acqua, per cui si risulta efficacie anche la tecnica della
pesca a mosca affogata come nel caso della pesca della trota.
Le carni del
Cavedano non sono particolarmente ricercate, risultano infatti mediocri e marcatamente liscose, tuttavia l'estrema furbizia e la combattività fanno di questo ciprinide una delle prede particolarmente apprezzate del pescatore di fondo valle.
Il
cavedano si cattura sia con esche naturali che artificiali, infatti risulta particolarmente divertente dal punto di vista sportivo la pesca del
Cavedano con la tecnica dello spinning, ovvero con artificiali ruotanti o pesci finti. Questo tipo di tecnica di pesca risulta particolarmente indicata per
Cavedani di taglia medio grande in quanto questo ciprinide in età adulta sviluppa un certo istinto predatorio, istinto che sembra accentuarsi nei periodi dell'anno molto freddi e con i grandi caldi della stagione estiva.